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L’ARCA DI NOE’

La grande quantità dei versi rimaneva, più avevo tolto stralci di poesia da lettere d’amore ricevute. Riunii tutto questo aggiungendo certi inediti di prosa poetica come da richiesta e feci un nuovo libro, una decina d’anni più tardi rispetto al primo. Con chi? Mariella Bettarini e Gabriella Maleti della collana “Gazebo”. Con quale prefazione? Una nota dell’autrice. La quale autrice, come forse è riportato nel curriculum, nel frattempo era stata socia e frequentatrice dello storico fiorentino Cenacolo di Santa Croce, quello dei letterati. Ecco un brano dalla mia nota.

 “La vita io me la sono trovata così, piena di durezze concrete, di ingenuità, di esaltazione. Il silenzio non era possibile. Ho parlato molto e ho anche scritto. Parlato perché avevo amici. Scritto, perché ho tenuto me stessa per amica e ho accettato lo specchio della parola fermata sulla carta. Uno specchio, d’acqua o di carta, si richiede per non perdersi, per riconoscersi, per farsi coraggio”.

 

(dalla sezione “Poesie salvate”)

 

Si nasce nelle case

ma in povertà assoluta

manca perfino l’amore fra i grandi

ci soffia addosso in maniera spietata

il vento della libertà

fora le carni tenere

nascono allora gli anticorpi

chicchi salati

germi della immaginazione

che esplode ad ogni esperienza.

Se mancano mattoni

portiamo noi le pietre da lontano

e ci bastano sguardi curiosi

o l’avere incrociato un fiato caldo

per rimanere in moto anche la notte.