INDICE

TRE VOCI E UNA MANO

1990, comincia l’ultimo decennio del secolo passato, il mio. Questa volta Paolo Ruffilli mi fa, per la collana “I Piombi” delle Edizioni del Leone di Venezia, un libro che rimarrà importante nella mia storia. Perché costruito con i dialoghi, continuati sistematicamente, fra me e due giovani donne. Mario Lunetta accetta con vero interesse di fare la prefazione e fra l’altro dice questo.

 “E’ piuttosto incredibile, ma in questo caso vero: una vocazione decisamente lirica si trasforma in disposizione analitico-paradossale . . . Alberta Bigagli usa materiali di carattere lirico ma al contempo adotta un procedimento che nega bruscamente l’identificazione patetica con questi stessi materiali e perciò stesso ne mette in OFF-SIDE l’ideologia di base”

Partecipa anche l’amico Pietro Civitareale con una post-fazione e da lui tolgo questa citazione.

. . . Ciò rende la poesia della Bigagli aprioristicamente “plurale”, ossia aperta a sbocchi semantici polivalenti . . . in cui l’io si lascia prendere e avviluppare fino a confondersi con la poligrafia delle immagini . . . In questo mare naufragare è dolce e angoscioso al tempo stesso”

 

PATERNITA’ ED EGO, seconda parte

 

Io dico a te di stare più in compagnia dell’altra

finché piansi il cielo marino era alto i fichi

d’india noiosi e folta macchia senza uscita.

La notte udimmo quel suono di piffero era un nano

uscimmo e camminammo nella scia eravamo già salve”